07/12/2007

Commento al blog di Irene

Ho letto la discussione Il Tirocinio sul blog di Irene.

879c2cdc331ed8df31842302b3697b9e.jpgDevo ammettere che trovo molto originale l'idea di inserire un sondaggio su un blog, è una modalità a cui non avevo proprio pensato ma che ritengo estremamente interessante e utile al confronto e alla crescita di chi è interessato all'argomento.

Chissà quante altre forme di post altrettanto utili e a noi sconosciute esistono... 

Il patto d'aula

fdfab23f3fbd364aebde6c5c773bf2e0.jpgPoichè da oggi sarò impegnato per alcuni giorni in aula come formatore per i nuovi assunti dell'azienda per cui lavoro (anzi, sarebbe più corretto, addestratore, dato che si tratta di formazione quasi esclusivamente tecnica), mi chiedevo da dove iniziare. Così ho spulciato tra gli appunti di questi anni e riassumo qui ciò che ho trovato: 

La prima fase dell'incontro con i formandi è importantissima, è il momento in cui ci si trova per la prima tutti di fronte, tutti ti guardano e si aspettano che inizi a parlare (e possibilmente a dire cose intelligenti!). E sappiamo che la prima impressione è spesso quella conta, quindi non puoi assolutamente fallire in questo momento.

Ma allora, come iniziare???

Innanzitutto per sciogliere il ghiaccio deve essere il formatore a presentarsi, possibilmente in modo schietto e semplice (anche un po' di autoironia non guasta); quindi, farà partire il giro dell'autopresentazione dei formandi. In questa fase il formatore dovrà dimostrarsi interessato alle esperienze di tutti senza dare giudizi e tenendo un comportamento assertivo.

Quindi si procederà alla "stipula" del cosiddetto patto d'aula, ma cos'è il patto d'aula?

Si tratta di una sorta di accordo tra docente e partecipanti, nel quale il primo esplicita gli argomenti che tratterà (la scaletta del suo intervento) e la durata. Rispettare il patto d’aula è segno di serietà e professionalità da parte del docente. È importante soprattutto cercare di rimanere nei tempi: se si comunica ai partecipanti che la lezione sarà di 45 minuti, e invece poi dura oltre un’ora, è indice di poca correttezza e professionalità. In cambio si chiede solo l'attenzione e la pratecipazione dei partecipanti.

Queste fasi, che possono sembrare banali, sono sicuramente importanrti per l'instaurazione di un giusto clima d'aula, elemento fondamentale per la riuscita di un corso e per il raggiungimento degli obiettivi formativi.

E poi si sa... chi ben comincia è a metà dell'opera!

Spulciando in internet ho trovato un utile documento che riassume in modo molto pratico le tecniche d'aula, se vi interessa dateci un'occhiata, lo considero un piccolo vademecum del formatore!

A presto,

Stefato

06/12/2007

Relazioni umane in ambito organizzativo

Prendo spunto dal seguente post trovato sul blog http://silviagobbi.myblog.it/ :

"..meglio un lavoro individuale o un lavoro basato su gruppi di lavoro?.."

Relazionarsi con le persone è una cosa fondamentale, non soltanto nella vita comune di tutti i giorni, ma anche all'interno dell'organizzazione per la quale si lavora..Oggi il lavoro, è basato prevalentemente su "gruppi di lavoro" e le "Relazioni Umane" sono quegli elementi fondamentali per l'organizzazione aziendale, in grado di favorire la crescita delle prestazioni dei singoli individui e, di conseguenza, la crescita dell'azienda..L'organizzazione oggi, è infatti costituita da una rete di "rapporti" collaborativi, comunicativi e di supporto tra i diversi dipendenti, in grado di contribuire al raggiungimento di un clima di Benessere e di una certa Salute Organizzativa all'interno dell'Impresa economica per la quale si lavora.

Certo, un lavoro individuale, se compiuto bene con i metodi previsti dall'azienda, porta ad avere più soddisfazioni in quanto si lavora basandosi sulle proprie capacità e abilità in maniera indipendente, quindi questo può senz'altro contribuire ad accrescere l'autonomia e la bravura del lavoratore..Ma è anche vero che un lavoro basato su "gruppi di lavoro" può contribuire maggiormente alla crescita dell'organizzazione aziendale, in quanto le "Relazioni Umane" sono quei fattori che per primi favoriscono una migliore prestazione dei dipendenti in ambito lavorativo, perchè vi sono più forze unite che, relazionandosi tra di esse, contribuiscono allo stesso lavoro e favoriscono così una maggiore prestazione, nonchè una significativa crescita positiva per l'azienda.  

 

Sono d'accordissimo con quanto scritto da Silvia, le relazioni umane in ambito organizzativo sono di fondamentale importanza per la ricerca e il raggiungimento di Benessere e Salute Organizzative...

Solo vorrei porre l'accento su un aspetto che va oltre la collaborazione e i buoni rapporti tra colleghi, ovvero i rapporti tra i lavoratori e l'azienda. Infatti a volte capita che nonostante l'esistenza di ottimi rapporti tra colleghi e anche ottime politiche aziendali di gestioni delle risorse umane a livello formale (parlo di benefit, stock opptions, convenzioni, politiche retributive ecc.. ec...) il benessere organizzativo viene di fatto inficiato da comportamenti reali dei capi, i quali, spinti dalla pressione per continua corsa all'aumento della produttività trasmessa dai vertici aziendali, attuano dei comportamenti a dir poco disdicevoli.

Nell'azienda per cui lavoravo fino a poco tempo fa', ad esempio, episodi di questo tipo hanno creato un vero e proprio clima di terrore psicologico tra i dipendenti dei livelli inferiori, nonchè un elevato livvello di stress anche per quelli dei livelli superiori.

Mi riferisco a fatti tipo: invio immediato di visita fiscale a un dipendente che aveva appena telefonato al lavoro per comunicare la malattia informando che si stava recando dal medico con seguente richiamo scritto in quanto non era presente in casa.... Oppure altro richiamo scritto a dipendente che mentre era in linea con un cliente, in un momento di attesa ha inviato un sms dal proprio cellulare... a richiami verbali per cellulari che vibrano (senza suonare!) sulla scrivania!!!

E tutto ciò in un'azienda che ha utili veramente notevoli!

Credo che il benessere organizzativo non si possa raggiungere con politiche gestionali valide solo a livello formale ma sia necessario un comportamento coerente sul piano pratico volto alla collaborazione e alla fiducia reciproca tra dipendenti e vertici aziendali.

 

Ciao a tutti,

Stefano

FONDI PUBBLICI E PRIVATI PER LA FORMAZIONE CONTINUA

99283166cac982b6ba9872b53577cc6a.gif LAVORO. DONAZZAN: “FONDI PUBBLICI E PRIVATI PER LA FORMAZIONE CONTINUA”

COMUNICATO STAMPA N. 2036 DEL 04/12/2007

(AVN) Venezia, 4 dicembre 2007

"Un accordo per il coordinamento della programmazione delle attività finalizzate al sostegno della formazione continua è stato sottoscritto questa mattina, a Palazzo Balbi a Venezia, sede della Giunta regionale, tra la Regione del Veneto e le Parti Sociali. Spiega Elena Donazzan, assessore alle Politiche per la Formazione, l’Istruzione e il Lavoro: “Il patto prevede il coordinamento tra Regione, Parti Sociali e Fondi Paritetici Interprofessionali, servirà per strutturare un’offerta formativa adeguata all’adattabilità dei lavoratori e delle imprese e allo sviluppo della competitività del sistema economico, garantirà in un quadro di complementarietà la valorizzazione delle diverse filiere (Fondi Strutturali, Legge 236/93, Legge 53/00, Fondi regionali e Fondi paritetici interprofessionali).” L’atto è stato sottoscritto, oltre che da Elena Donazzan, da Giampaolo Pedron (vicedirettore generale di Confindustria Veneto), Monica Galvanin (presidente di Confapi Veneto), Adriano Cappellari (responsabile legale e presidente di Federmanager Veneto), Oreste Parisato (presidente regionale di CNA regionale del Veneto), Vendemiano Sartor (presidente regionale di Confartigianato Veneto), Oscar Furgeri (vicepresidente vicario di Casartigiani - federazione regionale artigianato del Veneto), Ruggero Go (segretario regionale di Federclaai Veneto), Alberto Curti (segretario regionale Confcommercio Veneto), Marco Palazzo (componente della presidenza di Confesercenti federazione regionale del Veneto), Bruno Gabbiani (presidente regionale di ConfProfessioni Veneto), Bruno Nestori (presidente e legale rappresentante di Confcooperative Veneto), Gianfranco Lucatello (presidente e legale rappresentante di Lagacoop Veneto), Filippo Palmieri (vicesegretario regionale di Confsal Veneto), Gian Luca Melega (segretario generale di A.G.C.I. Veneto), Andrea Castagna (segretario regionale C.G.I.L. Veneto), Giulio Fortuni (componente della segreteria regionale di C.I.S.L.Veneto), Gerardo Colamarco (segretario generale U.I.L. Veneto). Sottolinea Donazzan: “Questo accordo è frutto di una condivisione delle parti e di un percorso che nasce dalla volontà di proseguire sulla strada già intrapresa del confronto e dello scambio reciproco”. E’utile sottolineare come si sia favorita la realizzazione di interventi formativi diretti a tutti i lavoratori, siano essi imprenditori, lavoratori dipendenti, lavoratori atipici, liberi professionisti, soci di imprese cooperative”. “Una condizione che si è resa possibile - prosegue Elena Donazzan - grazie al finanziamento sia di fondi pubblici sia di fondi interprofessionali per sostenere parità di accesso alle tante iniziative di formazione continua”. L’Assessore ha, poi, ricordato l’importanza di contribuire all’istituzione di un Osservatorio regionale permanente per indirizzare, integrare, monitorare e valutare il sistema regionale di formazione continua. Conclude Donazzan: “L’itinerario di condivisione di oggi è parte integrante del quadro normativo che da tempo è atteso nel mondo dell’economia del Veneto”."

 

Si tratta di un comunicato stampa della Regione Veneto relativo a un ACCORDO TRA REGIONE VENETO E PARTI SOCIALI REGIONALI PER IL COORDINAMENTO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA’ FINALIZZATE AL SOSTEGNO DELLA FORMAZIONE CONTINUA. Ritengo questo accordo molto importante e indicativo di quella che è l'attenzione delle istituzioni nei confronti della formazione continua, e questo a tutti i livelli, da quello della CEE a quello nazionale e nel particolare a quello Veneto, realtà alla quale appartengo.

Potete trovare qui il testo della delibera regionale e quello dell'accordo con le parti sociali:

delibera regione veneto.pdf

accordo.pdf

Vi segnalo infine il sito http://www.eformazionecontinua.it/ nel quale è possibile trovare utilissime informazioni e aggiornamenti sul tema della formazione continua dal punto di vista istituzionale e politico. Può essere anche un buon punto di partenza per trovare nuove opportunità per fare formazione...

Un saluto a tutti!

Stefano

05/12/2007

Saremo Formatori... e poi?

Ciao a tutti!

mi piacerebbe sapere cosa vi piacerebbe dopo la laurea, quando finalmente saremo dei formatori!43ec1c6b52257e2f90ac424a59631f60.jpg

A me piacerebbe lavorare nella direzione risorse umane di un'azienda e nel particolare occuparmi della gestione e dello sviluppo delle risorse umane, progettando i percorsi formativi e i percorsi di crescita del personale aziendale.

5357c02756e26aa87abfa5ec2ce38975.jpgE a voi cosa piacerebbe? Il formatore d' aula? Il coach? O cos'altro?

 

Attendo le vostre opinioni e le vostre speranze, nel frattempo per chi non avesse ancora le idee molto chiare vi linko il bollettino di facoltà dove potete trovare il seguente documento: Ambiti occupazionali previsti per i laureati.doc.

A presto,

Stefano